mercoledì 30 maggio 2018

Assaporando, di sfuggita, esistenze di altri per provare che la Realtà è davvero quella che sembra.


Probabilmente era solo un istante di tempo strutturato in quella maniera.
Il frutto di interazioni casuali.
Ovviamente da spettatore.
Strascicando i piedi.
Quello sempre.
Impossibilitato fisicamente a sentire qualsiasi rumore esterno.
Avendo un supporto digitale che spara musica nel condotto uditivo.
Eppure era di certo una scena che è rimasta pesantemente nella memoria.
Come istantanee casuali di un tardo pomeriggio quasi estivo.
Una cartolina vera e propria.
Persone che danno da mangiare a gatti randagi.
Tutte le panchine occupate.
Bambino e bambina che giocano con una palla, si inseguono.
Lei è bionda, lui scuro.
Un cane che corre.
Una ragazza che legge un libro.
Due anziani che discutono.
Una coppietta stretta stretta.
Fiori viola sugli alberi.

Tutto così semplicemente perfetto.

Nel mezzo un individuo non più giovane, con un passo claudicante, che ammira il quadro quasi senza farne assolutamente parte.
Ma è tutto vivo.
Almeno nella memoria.
Domani non esisterà più.
Almeno in parte.
Al massimo scritto in queste righe che prima o poi andranno sicuramente perse, perchè ci si ostina a non volere tenere un archivio.
Visto la mancanza formale di tempo.

Rimarranno soltanto pezzi sparsi di ricordi.
Eliminati tramite le tasche bucate dei pantaloni troppo larghi per essere attualmente commercializzabili con profitto.
Però va bene così.

Per qualche secondo c'era la perfezione.
O Paradiso, come lo vuoi chiamare.
A 200 metri da casa.

Sbirciando di nascosto le vite altrui.
Dimenticandole causa stanchezze e miserie varie.
Ma se non si esce di casa a piedi, non si possono vivere.

Sentimenti positivi dello stare in vita.

Che tempi
Che tempi

Pace.

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