mercoledì 23 maggio 2018
Andando avanti, un pixel alla volta, per cercare, disperatamente, sensazioni ormai del tutto svanite.
Ormai è diventata più di una fissazione.
Pensare sempre in Pixel, in 8 Bit o magari, qualche volta, in 16, 32 etc.
Freudianamente parlando si potrebbe semplicemente ridurre al fatto di avere la volontà di tornare, anche tecnologicamente, ma più che altro umanamente, a quei periodi in cui si era un marmocchio spensierato, dove i videogiochi rappresentavano, se non il tutto, quasi.
Palo.
Insomma, un rifugio perenne della mente, scappando dalla realtà che ci circonda.
Quello si.
E lo sarà sempre.
Però, ci sono proprio dei frammenti legati a dei pomeriggi interminiabili, perchè fuori pioveva e avevi già fatto i compiti.
Allora non c'era niente da pensare.
Con gli occhi che facevano più o meno male, perchè in fondo, essendo sempre il più piccolo, si era sempre un accanito spettatore.
Dall'età tipo di tre anni.
E invece ne son passati di inverni.
Quelli si.
Lasciando rottami più che altro.
Drogarsi soltanto di sensazioni d'infanzia, quella si che sarebbe una sostanza stupefacente notevole.
Scappando in punta di piedi da migliaia di miserie.
Perchè in fondo, ma non del tutto, si tende, più o meno, a fare un po' schifo.
Quindi, forse, era meglio stare in un lasso di tempo dove non si poteva assolutamente capire le differenze varie o sfumature.
C'era il boss da sconfiggere.
Nessun tipo di sfumatura di grigio varia.
O di altre amenità più che altro.
Perchè si avrebbe, di certo, la speranza di poter creare qualcosa.
Ma non le capacità.
Quando si dice di avere il concetto, ma di sicuro non il mestiere.
E' così.
E' così.
Anni di atteggiamenti nei confronti della vita, decisamente rivedibili.
Rovinandosi gli occhi a furia di guardare in un Crt.
E' pur sempre meglio che guardare fuori dalla finestra.
O allo specchio.
Pixel
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