venerdì 18 settembre 2015

Dimenticandosi periodicamente di dormire a causa della poca abitudine ai silenzi.


Una cosa come il saluto degli avi.
Non quello con il braccio destro che tocca la piega tra avambraccio e bicipite eh.
Diciamo più un come andare in giro a caso.
Senza telefoni o altri legami se non quelli telepatici o cerebrali.
Provando fisso a trovare campo, ma niente da fare.
Allora pazienza, un passo dopo l'altro.
Arrivando in posti dove i timpani fanno male dal silenzio che c'è.
Assenza formale di stelle causa cielo coperto.
Però alla fine era perfetto così.
Seduto su un sasso a riempirsi gli occhi di buio e di alberi sfocati.
Cercando di lavare via tutto il resto.
Perchè alla fine, certe cose contano fisso poco.
Avendo poco e sentirsi Re.
Forse perchè basta poco, per sentire perfettamente la vecchia canzone del pianeta.
Lasciando lontano i propri simili.
Essendo un animale sociale malfunzionante, ogni tanto ci vuole.
Gli ingranaggi funzionano meglio quando si è in un branco con la mentalità collettiva.
Anche se è piacevole comunque camminare in mezzo al bosco.
Fuori dal sentiero ovviamente.
Per non farsi vedere.
Niente rumore.
Spegnendo le torce.
Avanzando rannicchiati come i nostri progenitori.
Non più specie dominante sul pianeta.

Animale come tanti.

Facendosi bastare poco, per capire quanto son preziose certe cose.

Pace

Sognando di dormire.

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