lunedì 27 luglio 2015
Avendo un nome che alla fine è un po' quello che si è
Come diceva un poser in un vecchio Cd ascoltato a manetta e francamente poco capito: " Mi costrinsero a vagare su questa terra da solo "
Certo erano tracce audio terribili, adatte ad un pubblico molto ampio di teenager affascinate da noiosi accenti milanesi e ragazzini che continuano a vestirsi fisso come nel 1999.
Alla fine però che male c'è?
Niente.
Solo che di contenuti agghiaccianti e robe francamente inascoltabili.
Tornando fisso alla vecchia domanda, un po' come quella vera del conte:
" Alla fine è così importante essere qualcuno? "
Stringendosi fisso le spalle da nullità quotidiane, con sicuramente poca gente sparsa dietro la dipartita dal pianeta.
E allora cosa siamo?
Rimanendo in fondo poca roba.
Forse solo segnali luminosi di casini vari, sparpagliati in un decennio o poco più.
Anche se comunque fa piacere un po' notare che si ricordino coordinate geografiche varie.
X che vieni da Y.
Yep.
Absolutely.
Alla fine si può tranquillamente dire che ci si può serenamente trasformare in numeri di serie da GPS di google map.
Not bad.
Meno male, così forse passano in secondo piano tutte le altre miserie varie, fatte di perenni tiri della monetina a caso.
Di sicuro va bene lo stesso.
Meglio di nulla.
Cercando molto più spesso giornate simili.
Zingarate mattutine che diventano notturne.
Un po' per uno.
Essendo nessuno.
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