giovedì 30 aprile 2015

Quattrocento volte battendo sui tasti e selezionando immagini randomiche per pensieri nella testa sconclusionati.


Esattamente così.
Da Novembre 2011.
Che tempi.
Alla fine il 99 % circa sono decisamente rivedibili, magari pure sgrammaticati frutto di un finto flusso di coscienza.
Invece è tipo mezzo pigrizia.
Odiando i periodi più lunghi di due righe.
Avendo nella testa soltanto messaggi brevi.
Telegrafici.
Tralfamadorianamente parlando.
E quindi sempre spostamenti vari, guardando magari il soffitto di una stanza di Nuovo Salario con il portatile poggiato sulla pancia.
O peggio in treno risalendo campagne che tuttosommato sembravano fisso tutte uguali.
Messaggi per persone vicino, o lontane.
In Irlanda, Uk, Polonia, Norvegia, USA, Spagna, Germania, Svizzera e NZL.
A pochissimi metri o dall'altra parte del Tirreno.
In posti polverosi.
In cima alle montagne.
Viaggiando per l'Europa.
Siamo nuvole che volano.
Frammenti di esistenza fisso espressi con il gerundio.
Giorni a caso, spenti o luminosi.
Nella rete, con la possibilità di sparire.
Dimenticandoli fisso.
Impossibilitato fisicamente di provare a rileggerne qualcuno.
Però ancora qua.
A caso, ma non per caso.
Sbirciando distrattamente tra schegge di vita reale o di seconda mano.
Non capendo mai se sono solo realtà artificiali raccontate tramite pixel e tasti rotti, oppure fatti realmente accaduti, filtrati dalla memoria stanca di un ragazzo con la perenne confusione mentale.
Alla fine i nomi ci sono, quasi tutti inventati.

Dedicata ai miei amici.
Quelli lontani.
Quelli che non ci sono più.
Quelli futuri.
Quelli che sono distrattamente scivolati via dalla vita.

Non siamo niente senza la vecchia compagnia.

" Sono miei amici da quando avevo quindici anni "

La gente non ci crede, ma è così.

Allora 400 di questi post.

Pace.


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