martedì 10 febbraio 2015
Confessioni di un samurai submetropolitano a guardia di reliquie in ghisa.
Una vita in the panchine.
Tipo a buttarsi via.
Tempo al tempo naturalmente.
Rigorosi scaloni d'età per fare determinate cose.
Altrimenti facendosi fisso ridere dietro.
Poco, ma sicuro.
Però eccole là
Rimangono così.
Scritte andate via.
Le hanno fatte così scomode per sloggiare la gente.
Ma alla fine sempre lì.
Certo, in meno.
Risicati.
O quasi da solo
Con la stessa musica in testa.
Al parco.
In un quartiere di periferia.
Come al solito.
Sull'attenti a presidiare il fortino nella giungla.
Anche 10 anni dopo la fine della guerra della vita.
Che male c'è?
Ferma registrazione.
Ferma video.
Pace
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