domenica 2 dicembre 2012

RM Confidential


Roma.
Roma ti entra sotto la pelle.
All'inizio non te ne accorgi, poi capisci.
E' così e basta.
Non è fatta per chi si lamenta o ne è impaurito.
Bisogna vivere la strada, per capire.
Duemila e passa anni e non sentirli.
Stesse logiche.
Colori diversi.
Quartiere contro quartiere.
Microcosmo racchiuso tra le mura.
Da sottocultura a sottocultura, passando, ascoltando, capendo.
Sennò di Roma non comprenderai mai niente.
E sarà sempre una cartolina da turisti, magari specchio dell'italianità certo, ma solo un qualcosa di artificiale che puoi vedere seduto in poltrona su Google.
Oppure peggio:
Un argomento di conversazione fatto di stereotipi di quanto sia trafficata o che i lavori della metro B1 fanno ridere.
Niente di tutto questo.

Cercare sempre l'anima delle cose, lo spirito della città.

Quindi mi tengo il cemento, i palazzi e le scritte sopra i muri.
Mi rimangono fisso nella retina i Bar di periferia, la gente, le donne.
Le ragazze romane mi piacciono di più, non c'è niente da fare.
E' appurato.
Rimane quel mix di tragedia, intraprendenza e femminilità che dev'essere sempre così.
Ma io si sa, sono di parte.
Poi c'è chi preferisce l'Umbria alla Sardegna.
Ma sono un uomo di pace.
Non bado a ste cose.
Anche se non dimentico.
Sticazzi.

In testa ho fisso occhi scuri, quello sicuro.

Grandi grandi.
Scritte sopra i muri.
Sottoterra.
Lungotevere.
Decifrare il respiro stesso del cemento.
Della strada.

Tutto questo è così.
T'ho capita, c'ho messo un po' eh.
Ti conosco dal duemila e quattro, ma viverti è un'altra cosa.
Non posso farmi adottare da te Roma.
Uno deve avere una sola patria nella vita.
E quella rimane la mia.
Sicuro.

Però di te rimarrò sempre un po' innamorato.
Visto che ci sono sparsi mazzi di pezzi di me.

Scale a Trastevere.
Villa Pamphili.
Murales e scritte di crew.
Bottiglie di Peroni vuote.
Rotaie
Le strade.
Sempre un mix di verde e cemento.
Di miseria.

Tutte le contraddizioni, da sud a est.

Semplicemente Roma.

A presto allora.

Pace

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