lunedì 21 marzo 2016
Perfortuna sono stati salvati sulla rete globale, mazzi di mp3 che riportano direttamente a pomeriggi invernali lottando a bestemmie varie con console e altra roba: tipo il capire come cavolo funzionano i rapporti interpersonali con altri appartenenti alla stessa specie, ma agli occhi di un quindicenne, totalmente estranei.
Facciamo tipo il gioco dove devi mettere una canzone di quando avevi tipo quindici anni.
O giù di lì.
Ma, non di certo quelle significative che ricordano fisso qualcosa.
Vai a caso.
Diretto.
Spara una colonna sonora di una giornata X.
Non dei giorni importanti.
Chissenefrega di quelle oh.
A sa fini la storia non è tipo fatta di giornate Memorabili, ma di tante mattinate così a caso.
Le date spesso sono spartiacque per dividere esattamente determinate periodi.
Una roba tipo parentesi (, [ e {.
E allora vai da paura.
Caricando, sticazzi dei crash di sistema
Però, ammettendo, il piacere nel vedere quando qualcuno aveva una connessione con il semaforo verde, voleva dire che tipo da Napster in 45 minuti una canzone forse la potevi anche scaricare.
Quindi, in testa, canzoni.
A mazzi.
Ricordando spesso svariati periodi no, intramezzati da sorrisi sparsi e lotte dure, senza paura.
Fai la borsa del calcio.
Metti il motorino sul cavalletto.
Prendi la roba da disegno tecnico.
Fissa fisso uno schermo.
Non giocarci troppo che consuma mazzi di corrente eh.
Stando attenti a certe cose, il bilancio sopra tutto.
Non essendo del tutto troppo accallonato a quindici o sedici anni, però essendo un po' boh.
Mezzo strambo sub metropolitano, ma non di certo da roba cringe creepy.
Il problema è il daydreaming.
Quello frega anche quando di anni se ne hanno il doppio.
Preferendo non certo i lieti fini, ma almeno, porcaputtana, una qualsiasi conclusione.
Come storie che diventano troppo spesso confuse, perchè alla fine ci si dimentica tipo immediatamente di un sacco di cose, trasformandosi fisso in un pesce rosso parte duecentosettantuno.
Ammettendo chiaramente di aver scelto un numero a caso.
Ma è a posto così vero, no?
Non di certo avendo avuto forse la teenage dirtbag che uno voleva, però oh.
Almeno finendo The Masquerade un paio di volte.
Cercando fisso di creare un qualsiasi tipo di storia per la locanda di Temesvar.
Ma beh, forse era il caso di andare più spesso in giro e non stare attaccato ad ammirare pixel.
Non che fosse certo un problema essere Cool o meno.
Calcolando in maniera disinteressata il fatto di riuscire vagamente ad integrarsi o meno.
Prendendo spesso le distanze.
In maniera decisamente netta.
Forse, alla fine, non è tanto essere isolati nel vivere in un'isola scarsamente abitata, ma rimanere con la porta chiusa.
Ovunque si viva.
Certo, si, che tempi e tutto il resto.
Ma boh forse non avendo proprio voglia di riaffrontarli.
Non certo stile Groundhog day.
Quello sicuro.
Almeno si è riso.
E voluto bene.
In maniera del tutto strettamente personale.
Ammazza che casino che eri.
Pace
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