lunedì 1 giugno 2015
Mumbo-Jumbo lessicale interstellare da quattro soldi
I want to belive parte uno.
Spesso guardando in alto, per dimenticare quello che si vede in basso.
Va bene così.
Centinaia di miliardi di stelle.
Una possibilità su n mila, di essere perso a vagare per universi infiniti.
Non capendo niente di numeri, formule e composizioni varie.
Ma sbirciare ogni tanto non costa niente.
Anche quando si è intrappolati da qualche parte e si sentono le distanze, non solo fisiche, si può volare a velocità luce nel cosmo.
Tralfamadore.
Così và e basta.
Avendo la serenità di non poter cambiare certe cose che nonostante gli sforzi, restano così.
Quindi ok, giusto?
Forse si.
Andando a nmila tentativi perchè tanto certe robe non finiscono.
Come l'universo.
Ex paura di cedimenti vari, un po' perchè il cervello umano cerca sempre di codificare determinate situazioni in schemi ben precisi.
E' così.
Allora è una roba da postbruciatori ionici e altre robe che non esistono, ma siccome sono parole complicate attirano l'attenzione.
E' forse meglio tendere le orecchie verso Cassiopea.
Magari si può sentire qualcos'altro.
Lassù qualcuno sicuramente ci chiama.
Anche se per ora, è meglio concentrarsi sulle parole quaggiù.
Mano nella mano.
Pace.
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