giovedì 5 marzo 2015
Inserendo floppy disk piratati nei lettori della memoria.
Quando robe di pixel ti sono più vicine di parole sentite a caso da gente X.
Ma anche da persone che un po' ti leggono nella testa.
Un po' come se scorressero i tasti su dialoghi a fumetti usciti dalla testa.
Alla fine si riduce un po' a tutto questo: raccontare delle storie.
La vecchia favola della creatività nel narrare robe di relazioni interpersonali.
Dove i protagonisti non debbano timbrare ogni giorno il cartellino e le cose vanno e vengono un po' così.
Anche se gente strana è pure qua a fianco, paradossalmente ci si potrebbe scrivere una sceneggiatura.
Magari di una cassetta Ocean.
Roba da C-64.
Tanto tempo fa.
Inventare storie, alla fine.
Plasmare semplicemente universi, descrivendo e dandogli vita.
Un passo alla volta.
Rimanendo estasiato davanti a produzione vere.
Fisso amareggiato però da chi li riduce a semplici robe per ragazzini.
Emozioni.
Anche questi sono capolavori.
Nel loro piccolo di cd masterizzati.
Ora non più.
Quella sensazione di avviare per la prima volta un gioco.
Un mondo da scoprire.
Realtà virtuale.
Di seconda mano, magari.
Autocitazioni varie.
Pace và
Lucasart
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