venerdì 3 gennaio 2014

300


Roba rubata fisso da titoli di film e sentendosi dentro le vene quelle dolci parole.
" Old School "
Modo di vedere la vita in tipo trecento e qualcosa giorni, ma certe volte avevo scritto due volte lo stesso giorno quindi non vale.
Squalificato?
No dai, per questavolta passi, non voglio mica incasinarti la vita.
Faccio quello che posso.
Quando posso.
A mani in tasca e cappuccio in testa.
Alla fine torna sempre il ragazzo scimmia in penombra che cammina in una strada di terra battuta, ora invece però c'è nebbia sparsa in un quartiere di mare.
O del porto.
Alla fine basta che sento le onde e sono tranquillo, anche se ammetto che mi manca terribilmente il rumore del treno alle due del mattino.
Dietro casa.
Tutto lontano.
Ma roba da scrivere sempre.
Stasi di battitura sui tasti, andando avanti sempre però, certe robe proprio non si abbandonano.

La presammale del futuro.
Scusate tutti se non sono diventato quello che speravate.
O semplicemente " qualcuno "
Sono felicissimo così eh, uno dei tanti.
Ho prenotato il tavolo in fondo, non mi va di stare in mezzo alla calca, magari sotto le luci che mi danno fastidio, o peggio: dove passa troppa gente.
Sto bene qua, in fondo, ma non da solo.
Quello mai.
Lo stomaco ha bisogno di cibo.
Il cervello ha bisogno di persone.

Quindi scusatemi se non voglio andare a fare lo sguattero a New York, rimanendo da solo come un rincoglionito.
Preferisco certi affetti.
Mai dovuti ovviamente, sempre guadagnati.
Certo però, qualcuno direbbe " Eh gli affetti muoiono cosa ti rimane? "

Me stesso, o almeno quello che mi hanno aiutato a diventare.
Certo, i rettangoli di qualsiasi colore teneteveli e magari perchè no, ficcateveli su per il culo.
Preferisco la vita e la gente.
In trecento di queste robe alla fine non si è sempre dei ragazzi con la confusione mentale non più giovani completamente travolti dal fastidio, ma c'è anche luce.
E pace.
Tanta pace.
Ma rimane spesso anche il fastidio, che comunque come dice il saggio è un nonnulla paragonato all'odio.
Meglio così.
Non mi va di odiare nessuno.
Alla fine scuotendo fisso la testa " Siamo esseri viventi imperfetti che fanno scelte a caso, molto
spesso balorde. "

Va bene così.
Anche se la serenità si trova sempre, in certe cose.

Miagolii strani mattutini.
Occhi grandi.
Tittionando fisso.

Analfabeta con la confusione mentale e ananumerico con il raffreddore, tipo come esser sotto di dodici punti a quattro minuti dalla fine.
Ma l'importante è giocare.
Sempre.

Bambino interiore.
Fanciullo scimmia in penombra a vita.

Rimanendo così, per trecendo lunghi giorni, anche quando erano solo esercizi di stile.
Anche quando si viveva a caso in una metropoli.
Anche quando non c'era niente da dire.
Anche quando si andava alla deriva.
Anche quando si voleva solo correre per andare via.

Anche quando ho ritrovato quello che volevo.

Anche quando il futuro è una strada buia e si hanno i fari rotti.

Ma sticazzi, meglio il presente.
Per fortuna non sono John Connor.

Ma meno male.

Pace eterna.
Pace sempre.

Trecento post.
Trecento giorni.

Sempre pace.

Yo

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