lunedì 1 luglio 2013
R.M Confidential parte due
Dov'eravamo rimasti?
Ah al fatto che Roma sia una città che entra sotto la pelle, beh è vero.
I was twenty-seven and enjoying Quadraro, sai com'è quando esce la parte Tranelli di ognuno di noi.
Non ricordo esattamente tutte le tappe, forse un sedile non troppo comodo in una mattinata gastrica non troppo fortunata, bevendo a Tiburtina come dei veri eroi dell'est europa.
Però ho dormito certo, dopo una piccola e breve tappa al bagno del treno per una piccola e breve vomitata di alcuni secondi.
Ma si sa, siamo fatti così.
Risvegliandosi ad Orte, domandando ad uno strano capotreno toscano " Ma non siamo a FIumicino? "
Eia, una roba come centocinquanta chilometri fa.
Si parla sempre di KM, l'eterna spada sulle spalle di un ragazzo non più giovanissimo e con la confusione mentale che qualche volta aveva dei sogni sparsi nello zaino e nelle tasche bucate.
416
Poi circa 850 puntando un po' più a nord.
Ma in fondo, è andata così.
Nessun problema.
Ragazzo vago ramingo che quando incontra la metropoli diventa un dispensatore automatico ed involontario di sorrisi.
Pazienza.
L'importante è cercare la pace:
In una piazzetta al Quadraro, bambini multietnici che giocano a calcio come ai bei vecchi tempi. Quando era tutto più o meno facile.
Ragazza che vieni trascinata via dal cane vicino alla metro Cipro, lo rimproveri, poi mi vedi che sorrido e ridi continuando la ramanzina ridendo.
Oppure al forte con ovunque Tranelli, siamo noi le truppe che presidiano le mura, certo un po' di old school non fa mai male. Sopratutto se viene dalle quattro scuole di cui sono un sostenitore da una vita.
Risate amiche, quelle sempre. Ma quanto sono preziose?
Cose preziose appunto.
Motivo per cui si sopravvive.
Poi la Toscana in autobus, quando fuori diluvia e ovviamente in situazioni ridicole sono sempre in bermuda, ma sarà così o no?
La mattina post-ultimo esame passata a bere Peroni al giardino Oliva davanti alla facoltà.
E poi il cemento con il verde, caos e mezzi di trasporto, prendere aerei da mezzo addormentato ed essere iperattivo trenta secondi dopo, con i cinesi che ora dormono in quella che era una volta camera mia.
A godersi il canto del treno al posto mio.
A prendere un po' dei miei sogni al posto mio.
A cercare i segni del mio passaggio al posto mio.
A sbirciare dentro i frammenti dei miei ricordi messi lì un po' per caso, sul materasso e la sedia.
Ma va bene sempre.
Sono solo un reduce che fa quello che può.
Pace sempre allora?
Si dai, andiamo via.
Ho un treno da prendere.
Pace, bellissima pace.
Anche in riva al mare.
Yo
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento