mercoledì 13 marzo 2013

Tasche bucate e pantaloni che scappano, ma fisso cappuccio in testa


Pessimo titolo per un post di una persona con la confusione mentale.
Imbarazzo geografico parte uno.
Alla fine è una lista di robe impresse con l'inchiostro.
Sempre vero, scrivendolo con l'argento sopra un treno yo.
Ma comunque non era roba mia, tipo captata fisso dalla galassia di Sagittario.
De là a spasso per lo spazio, con rigorosamente le mani in tasca e un non ho idea di dove ho messo le chiavi sempre sparsa.
Volendo soltanto la pace.
Lo assicuro al cento per cento, alla fine mai stato cattivo.
Volendo si, essere suburbano gangstah da due lire yo, ma poca abilità fisica di conformarsi all'attitudine mentale parte sempre.
A sa fini così.
Quindi pace sempre.
Poi passando da essere ragazzo di pace a uomo di pace è difficile.
Ma come al solito facendo del proprio meglio.
Nostalgia di canti dei treni.
Ferro su ferro.
In lontananza, spostando merci di sicuro.
Nella notte yo.
Almeno una delle mezze sveglie di passata la notte.
Va bene tutto.
Con la finestra aperta però.
Niente faceva del male.
Niente stonava.

Tutto essendo perfetto in una frazione di secondo, diventando sempre più perfetto perchè perso in un solo istante.
Alla fine giusto così no?

Mi taglio i capelli che stavo meglio prima.
Ma tanto sto sempre bene a parte quando mi viene difficile respirare.
Allora lì la confusione mentale diventa fisica e l'organismo non capisce più cosa deve o non deve fare.
Parola d'onore.
La mente incasina il corpo e viceversa.

Ma tanto ho la barba e sono un supereroe.
Sapendo anche chiedere scusa quando si deve.

Facendo quello che si deve quando si deve.

Pace perenne.
Con buio e luci rosse.
Neanche fossimo ad Amsterdam.

Siamo qui.
Sei qui.

Pace sempre

Yo

P
A
C
E

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